Filamenti

Ciò che ha trasformato la stampa in 3D da tecnologia di nicchia alla portata di pochi a fenomeno di massa è stata l’introduzione dei filamenti termoplastici nel 2009 e da quel momento cominciarono a diffondersi le stampanti 3D FFF (Fused filament fabrication), ovvero robot 3D in grado di fondere un filamento plastico e trasformarlo tramite l’estrusore (assimilabile alla testina di una stampante inkjet) nell’oggetto finale.

La scelta del giusto filamento per stampante 3D è fondamentale al fine di poter ottenere un prodotto finale di elevata qualità e con le giuste caratteristiche fisiche.
filamenti per la stampa 3D possono avere diverso diametro e diversa composizione.

Se hai dubbi su quale sia il migliore filamento per la tua stampante 3D puoi contattarci per farti consigliare dal nostro supporto tecnico.

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Quali sono le differenze tra queste tre diverse tipologie di filamenti per la stampa 3D? Scopriamolo assieme!

Filamenti in PLA (Acido Poliattico)

I filamenti in PLA sono ad oggi quelli più utilizzati, in quanto in grado di offrire ottimi risultati anche con stampanti 3d economiche, non necessitando obbligatoriamente di un piano riscaldato. Il punto di fusione più basso rispetto agli altri tipi di filamento consentono inoltre di ottenere un sensibile risparmio anche dal punto di vista dei consumi energetici. Realizzati partendo dall’amido di mais sono altamente compatibili con l’ambiente e facilmente biodegradabili. I filamenti in PLA non emanano cattivi odori durante la stampa. E’ caratterizzato da un elevata rigidità meccanica.

Filamenti in ABS (Acrilonitrile – Butadiene – Stirene)

Il filamenti in ABS godono di una diffusione di poco inferiore a quelli in PLA e sono perfetti per la stampa di parti che devono durare nel tempo, grazie all’elevata robustezza e alla resistenza alle temperature. Per utilizzare i filamenti in ABS la tua stampante dovrà essere necessariamente munita di un piano riscaldato per evitare deformazioni. La particolare resistenza delle parti realizzate con filamenti in ABS, possono poi essere levigate con vapori di acetone, per eliminare il tipico effetto di stratificazione generato dalla stampa 3D. Si sconsiglia di usarlo con stampanti aperte se non per piccoli pezzi.

Filamenti in HIPS (High Impact Polystirene)

Il Polistirene ad alto impatto è un materiale piuttosto semplice da stampare, nasconde bene i layer ed ha una buona resistenza meccanica. Una particolarità di questo materiale è che è solubile nel limonene, lo si può quindi usare per levigarne la superficie come trattamento post stampa. L’HIPS può anche essere usato per la realizzazione di supporti solubili in acqua e limonene con stampanti a doppio estrusore com la Duplicator 4.

Filamenti in PVA (Alcool Polivinilico)

I filamenti in PVA sono idrosolubili e questa caratteristica li rende perfetti per l’impiego su stampanti 3D a doppio estrusore come materiali di supporto, indispensabili per realizzare certi di stampa. Al termine del processo basterà immergere in acqua l’oggetto realizzato per eliminare i particolari generati con i filamenti in PLA ed arrivare al prodotto finito. Queste sue caratteristiche li rendono estremamente sensibili all’umidità e dovranno essere custoditi in luoghi asciutti onde evitare che possano subire un veloce processo di deterioramento.

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